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Mar
27th
Thu
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Nemo è una di quelle persone che mi rilassano, con cui parleresti ore e ore di tutto e niente, con cui andresti anche in giro in silenzio, perchè con lui pure se stai zitta non è un problema. Ad un certo punto eravamo zitti entrambi, sull’autobus del ritorno, e lo fissavo mentre guardava fuori, pensando a chissà cosa o a chissà chi, ma non gliel’ho espressamente chiesto. Nemo è una di quelle persone che passeresti a guardare tutto il giorno, per le espressioni che fa, per quel sorriso ingenuo e genuino che spesso vedi comparire sulle sue labbra, per quelle tante parole, pensieri e cose che riesce a mettere assieme. Mi piace uscire con lui, per un sacco di motivi. E la calata siciliana, e quella leggerissima lisca, e quelle risate imbarazzate che tira fuori quando lo punzecchio un pò su certi argomenti, perchè in fondo è più timido di me, e spesso è come uscire con un’altra me, un pò più taciturna e contemplativa.
Ecco, Nemo è molto zen.
Come il mio Creative.
Zen, e Micro.
Mar
13th
Thu
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E allora le mie giornate sono un percorso fatto di problemi da eliminare, e così le settimane e i mesi e gli anni. Sono teso perché devo prendere l’autobus. Sono teso perché devo incontrare quel tizio. Perché ho un fischio all’orecchio, un dolore al fianco, perché devo fare qualcosa quando non vorrei fare niente o perché non ho niente da fare quando vorrei potermi distrarre, e sono teso perché, presto o tardi, sarò sul punto di essere morto. È il concetto di felicità negativa o il concetto negativo di felicità (deve esserci una differenza): il piacere come sottrazione di dolore.
Mar
11th
Tue
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Ed io ??
Io sono quella che tutti credevano si sarebbe sposata per prima, quella che ha amato senza mai innamorarsi dell’amore, quella che faceva carte false per il suo lui, quella che era pronta a cambiare città, quella che alla fine si è infilata in un casino, quella che non ha ancora rimarginato tutte le ferite.
Mar
4th
Tue
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Ho sempre lasciato le cose a metà nel momento in cui stavo per avere successo. Le eccezioni si contano sulle dita di una mano e sono meno di cinque. Le persone le ho lasciate quando iniziavano a non poter fare a meno di avere bisogno di me. In entrambi i casi, si è trattato di rotture brusche. Perché così era più facile. Era. Appunto.